Il processo di editing

In questo articolo vorrei parlare in particolare di alcune differenze, o meglio, far chiarezza sul processo di editing. La parola editing è in effetti molto generica, si riferisce a diversi ambiti del processo editoriale, e il lavoro dell’editor appare spesso come una sfumatura unica, un caos di mestieri e definizioni che a volte confonde un po’ chi ha a che fare con questa figura professionale. Per evitare questa grande confusione, ho pensato di mettere in luce il processo di editing e le sue fasi, in particolare possiamo delineare tre diverse tipologie di editing:

  • Correzione di bozze
  • Editing formale
  • Editing dei contenuti

 

LA CORREZIONE DI BOZZE è il primo intervento che l’editor esegue su un testo, una prima revisione a freddo che aiuta a dare forma all’opera. Oltre a correggere errori sintattici, grammaticali e di battitura, l’editor effettuerà diversi “tagli”, a volte incomprensibili all’autore, ma necessari alla riuscita del romanzo. Più precisamente, sarà “pulito” il testo, dandogli la giusta struttura e la migliore veste perchè i contenuti non si perdano nelle descrizioni o nelle digressioni. Questa è forse la fase più brutale e oggettiva del lavoro dell’editor, e da qui l’autore potrebbe rimanere sorpreso o spaesato, infastidito a volte, ma con il giusto livello di confronto questo processo permetterà allo stesso scrittore di chiarire idee e concetti, oltre a rimaner coerente ai contenuti principali.

L’EDITING FORMALE è il passaggio successivo alla correzione di bozze. Una fase fondamentale, in quanto in questa seconda revisione l’editor si occupa di correggere o modificare tutte quelle proposizioni e quei periodi un po’ troppo ingarbugliati, allo stesso tempo valuta il testo e la sua coerenza, dandogli la giusta forza espressiva. Naturalmente tutto ciò va affiancato a una costante attenzione per eventuali errori grammaticali e lessicali, alla ricerca approfondita del significato dei vocaboli meno chiari e di come questi siano o meno adatti al contesto e al periodo in cui sono inseriti. Un altro obiettivo dell’editor in questa fase è poi quello di individuare tempi verbali mal utilizzati o parole eccessivamente ripetute, figure retoriche da migliorare o eliminare, e in generale raggiungere la migliore fluidità del testo nonostante i vezzi stilistici.

L’EDITING DEI CONTENUTI ha a che fare proprio con ciò che il testo trasmette e racconta. Che sia un saggio, un romanzo o un articolo, è necessario che l’editor sia in costante confronto con l’autore, e che consideri il pubblico cui l’opera è rivolta. Dopodiché è necessario revisionare il testo da un punto di vista più ampio, valutando come ogni concetto possa apparire agli occhi del lettore più attento o più sensibile. Viene quindi sottoposta ad estrema attenzione la coerenza temporale dei vocaboli e dei dettagli, la logica egli eventi e in generale il contenuto dell’opera, compresa la caratterizzazione dei personaggi e la coerenza della trama, quindi una revisione attenta e meticolosa in cui l’editor darà consigli all’autore perchè il suo romanzo possa essere il più possibile “inattaccabile” dalla critica.

 

Queste le tre fasi cui viene sottoposto un testo affidato all’editor, tre diversi passaggi che permettono all’autore di poter esporre la propria opera nella miglior veste possibile agli occhi dei lettori, che siano editori o lettori finali.  Il lavoro dell’editor è per definizione preciso e meticoloso, attento ed effettuato con l’unico obiettivo di esaltare le idee e lo stile dell’autore. A questo proposito è necessario sottolineare che, nonostante le eventuali revisioni, è essenziale mantenere la coerenza stilistica dell’autore. Questo aspetto è fondamentale in quanto l’opera non deve mai allontanarsi dalla penna che lo ha ideato. Un editor che rivoluziona il testo sovrapponendosi prepotentemente al carattere dell’autore non è probabilmente ciò che quest’ultimo ha bisogno.